
LA LEZIONE
di E. Ionesco


Con: Riccardo Servi (Il Professore), Tania Ryshku (L’Allieva), Cristina Della Corte (La Governante). Regia e Adattamento: Matteo Cartabbia. Tecnico Audio: Giorgio Gerardi. Tecnico Luci: Massimo Pomella.
La Compagnia Teatrale Il Laboratorio delle Idee (Cislago – VARESE) presenta:
La Lezione, di Eugène Ionesco
Nello studio del Professore, un uomo di mezza età, si presenta la giovane Allieva, pronta per seguire la lezione in preparazione agli esami che dovrà sostenere.
Con loro, in questa casa dall’aspetto austero, solo la governante, presenza inquieta che appare saltuariamente per invitare il professore alla calma e mandargli criptici avvertimenti.
La lezione prosegue toccando tutte le materie previste, dall’aritmetica alla filologia la quale, si sa, “conduce al peggio”.
Il Professore, dapprima timido e intimorito dalla giovinezza e dalla determinazione dell’alunna, si farà sempre più sicuro e autoritario, spingendo l’Allieva alla deriva, fino all’epilogo finale.
Come in un libro chiuso che viene riaperto, la storia è destinata a ripetersi, uguale, “tutti i santi giorni”.
NOTE DEL REGISTA
Quando mi sono trovato davanti al testo di Ionesco, sono rimasto perplesso: quale pubblico potrebbe mai apprezzare un testo simile, se non solamente chi vive di Teatro? Troppo “assurdo” per essere visto da chiunque.
Però, mi son detto, se quest’opera è considerata una delle più importanti di questo autore e addirittura di tutta la branca del Teatro dell’Assurdo, un motivo ci deve pur essere.
Così, decido di rileggere nuovamente l’opera, lentamente…ed ecco che capisco: con soli 3 personaggi, uno dei quali non compare più di 10 minuti, Ionesco mette in scena Amore, Odio, Violenza, Sensualità, Ironia, Oppressione, Ingenuità, Leggerezza e tanto altro ancora.
Se non ci si sofferma solamente all’intreccio narrativo, si scopre come in realtà tutti i personaggi sono legati strettamente tra loro: non può esistere uno senza la presenza dell’altro, perché i rapporti che esistono sono potenti e vincolanti.
L’Allieva, spirito libero, apparentemente solare, in realtà forse nasconde già un tormento che non può o non vuole mostrare e che compare sotto forma di mal di denti, pur di avere uno sfogo fisico.
Il Professore, colto, persona per bene, maschera con i suoi occhialetti quella follia, incontrollabile, in attesa solo della scintilla che la accenda.
Infine la Governante, personaggio chiave della vicenda, colei che tira le fila, colei che senza alzare dito è in grado di manipolare, decidere, uccidere.
Fondamentale è il ruolo della figura femminile nella vicenda: è Lei che rompe l’equilibrio, Lei che decide cosa deve accadere, Lei che lascia che tutto accada, Lei che subisce ma Lei stessa che attacca.
Nello spettacolo non si vedono pistole, coltelli, non si vede nemmeno uno schiaffo, un pizzicotto (forse quello si, uno), ma la crudezza della violenza psicologica subita dall’Allieva è la goccia che, lentamente, scava la roccia.
Un testo del primo dopoguerra (1951) che sembra essere stato scritto ispirandosi ai fatti di cronaca odierni; uno spettacolo che, se seguito con attenzione, non può non farci domandare se situazioni simili accadono anche nell’abitazione vicino alla nostra.
AL C.CULT. TEATRO & BISTROT "OPPART"
VENERDÌ 23 GENNAIO 2026
- Ore 21:00
- Aperitivi dalle ore 19:00
- INGRESSO: Prima consumazione (drink) 15 euro